IL RECOVERY PLAN – PNRR: MISSIONI E OBIETTIVI PREVISTI PER LA RIPRESA DELL’ITALIA

IL RECOVERY PLAN – PNRR: MISSIONI E OBIETTIVI PREVISTI PER LA RIPRESA DELL’ITALIA

 

La pandemia di Covid-19 ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. L’Italia è stata la nazione colpita prima e più duramente dalla crisi sanitaria. Dietro la difficoltà dell’economia italiana di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei e di correggere i suoi squilibri sociali ed ambientali, c’è l’andamento della produttività, molto più lento in Italia che nel resto d’Europa. Tra le cause del deludente andamento della produttività c’è l’incapacità di cogliere le molte opportunità legate alla rivoluzione digitale. Questo ritardo è dovuto sia alla mancanza di infrastrutture adeguate, sia alla struttura del tessuto produttivo, caratterizzato da una prevalenza di piccole e medie imprese, che sono state spesso lente nell’adottare nuove tecnologie e muoversi verso produzioni a più alto valore aggiunto.

 

L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU (NGEU), noto in Italia come Recovery Fund o “Fondo per la ripresa”. L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il dispositivo RRF richiede agli Stati membri di presentare un pacchetto di investimenti e riforme: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

 

Il Recovery Plan italiano, (PNRR) si sviluppa in 6 missioni, che sono:

  • digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  • rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • istruzione e ricerca;
  • inclusione e coesione;

 

Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa largamente i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. Gli investimenti complessivi sono pari a 221,5 miliardi, con una dote di 191,5 miliardi, di cui 122,6 miliardi di prestiti e 68,9 miliardi a fondo perduto.

 

Nel Recovery Plan viene citata la proroga del Superbonus 110% al 2023, che però rimane finanziata solo per le case popolari. Viene citata anche la Riforma Pensioni 2022 per dare seguito alla Quota 100 di cui è confermato lo stop a fine 2021: il documento cita come strumento sostitutivo una nuova formula di pensione anticipata per gli addetti a mansioni logoranti. Nell’introduzione al PNRR vero e proprio trova posto anche il progetto di accompagnamento per la Riforma Fiscale.

 

Nel nuovo testo è stato invece eliminato il rifinanziamento del cashback mentre restano gli incentivi fiscali del piano Transizione 4.0 e vengono potenziati quelli per la banda ultra larga.

 

Quali sono gli obiettivi Recovery Plan?

Gli obiettivi che l’Italia mira a raggiungere con le misure contenute nel PNRR sono:

 

  • ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  • raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana dallo 0,8% all’1,6%, in linea con la media UE;
  • aumentare gli investimenti pubblici almeno al 3% del PIL;
  • far crescere la spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) dall’attuale 1.3% al 2,1%, al di sopra della media UE;
  • portare il tasso di occupazione al 73,2%, in linea con la media UE, contro l’attuale 63%;
  • innalzare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale;
  • ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici;
  • aumentare l’aspettativa di vita in buona salute;
  • migliorare il tasso di natalità e la crescita demografica;
  • ridurre l’abbandono scolastico e l’inattività dei giovani;
  • migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati;
  • rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese nei confronti di calamità naturali, cambiamenti climatici, crisi epidemiche e rischi geopolitici;
  • promuovere filiere agroalimentari sostenibili e combattere gli sprechi alimentari;
  • garantire la sostenibilità e la resilienza della finanza pubblica.

 

Il PNRR è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale.