Regione Emilia Romagna finanzia progetti di ricerca e innovazione che svilupperanno soluzioni di contrasto all’epidemia COVID-19.

Regione Emilia Romagna finanzia progetti di ricerca e innovazione che svilupperanno soluzioni di contrasto all’epidemia COVID-19.

Dal 27 aprile 2020, fino al 30 giugno 2020, sarà possibile partecipare al nuovo bando DGR RER 342 del 14/04/2020 pubblicato da Regione Emilia Romagna. L’intervento mira a sostenere i progetti di ricerca e innovazione in grado di sviluppare soluzioni di contrasto all’epidemia COVID-19. Possono partecipare piccole, medie e grandi imprese con sede operativa in Emilia Romagna, con un massimo di 3 proposte progettuali.

 

Il bando, i progetti

Il bando sostiene progetti finalizzati allo sviluppo e sperimentazione di prodotti e servizi innovativi per contrastare l’attuale epidemia di COVID-19. I progetti dovranno essere concentrati su un arco temporale massimo di 6 mesi. I prodotti e i servizi proposti dovranno poter passare immediatamente alla fase di produzione e commercializzazione al termine del progetto e poter essere adottati su scala adeguata alla domanda, che dovrà essere almeno quella regionale. I progetti potranno avere un costo totale ammissibile compreso fra i 10.000 € e i 150.000 €.

 

Obiettivi di progetto

I progetti dovranno raggiungere almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • fornire mezzi di contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19 e della più ampia famiglia di Coronavirus allo scopo di:
    • prevenire focolai epidemici tra i pazienti e tra gli operatori sanitari;
    • disporre di tecnologie diagnostiche rapide (ad esempio KIT diagnostici), di minima invasività, eventualmente omologabili;
    • disporre di attrezzature evolute per adeguare i laboratori regionali a realizzare test di conformità e certificazioni su dispositivi medici e di protezione individuale;
    • gestire, curare, monitorare in modo efficiente e sicuro pazienti infetti sia ospedalizzati che domiciliarizzati;
  • rendere disponibili soluzioni per utilizzare materiali già esistenti o sperimentare nuovi materiali per la realizzazione di dispositivi di protezione individuale, o comunque per ridurre il rischio di contaminazione attraverso il contatto con le superfici;
  • rendere disponibili soluzioni tecnologiche e organizzative innovative in grado di ridurre il rischio di contaminazione e garantire la sicurezza delle persone sui luoghi di lavoro, sia in ambito manifatturiero che nel settore dei servizi. Tali soluzioni potranno essere basate sull’applicazione di tecnologie digitali per la realizzazione di servizi o di prodotti informatici ma potranno anche riguardare altri aspetti legati ad esempio alla sanificazione degli ambienti, o a dispositivi per favorire il distanziamento fisico o temporale delle persone negli ambiti di fruizione. Rientrano in questo ambito anche lo sviluppo di soluzioni innovative per favorire il lavoro a distanza;
  • rendere disponibili soluzioni tecnologiche innovative in grado di ridurre il rischio di contaminazione, garantire il distanziamento delle persone, gestire sistemi di monitoraggio della sicurezza in ambienti aperti al pubblico, con particolare attenzione ai luoghi dove vi è una significativa aggregazione di persone.
  • riconversione, anche parziale, di imprese verso la produzione di dispositivi di protezione individuale o comunque di prodotti e servizi volti alla gestione dell’emergenza, comunque limitatamente alle attività di ricerca, sperimentazione ed eventuale certificazione dei prodotti.

Per garantire comunque un significativo tasso di successo dei progetti e conseguire un rapido impatto sulla ripresa produttiva saranno ammessi progetti che godano di risultati positivi di fattibilità su prodotti simili o analoghi (condizione di TRL minimo pari a 6-7).

 

Obbligo di collaborazione con Università e Centri di Ricerca

I progetti dovranno necessariamente attivare un contratto di collaborazione con almeno una struttura di ricerca fra le seguenti:

  • strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico appartenenti alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna ed accreditate ai sensi della Determinazione n. 23172 del 16/12/2019;
  • università, enti pubblici di ricerca, organismi di ricerca ai sensi della Disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2014/C 198/01), italiani ed esteri.

 

Contributi e spese ammesse

Il contributo massimo è fissato pari a €120.000 per ogni progetto e può essere erogato secondo le due modalità del contributo in De Minimis e del contributo in esenzione.

Nel caso del contributo in De Minimis, l’importo ammonta all’ 80% delle spese ammesse.

Nel caso del contributo in esenzione:

  • per le Piccole Imprese il contributo è pari al 70% per progetti di ricerca industriale e al 45% per progetti di sviluppo sperimentale.
  • Per le Medie Imprese, il contributo è pari al 60% per progetti di ricerca industriale e al 35% per progetti di sviluppo sperimentale;
  • Per le Grandi Imprese, il contributo è pari al 50% per progetti di ricerca industriale e al 25% per progetti di sviluppo sperimentale.

 

Sono invece considerate ammissibili le seguenti spese:

  • Personale interno inquadrato a tempo indeterminato o determinato, esclusi costi di soci e amministratori fino ad un max della somma delle spese da 2 a 5.
  • Spese per l’acquisto o locazione di strumentazione scientifica ed impianti industriali, questi ultimi da utilizzare (anche parzialmente) a scopo sperimentale (incluso software specialistico ed hardware, di nuova fabbricazione), e necessari alla realizzazione del progetto e non riferibili al normale funzionamento del ciclo produttivo.
  • Consulenze, prove di laboratorio, brevetti e know how
  • Costi per prototipi e impianti pilota
  • Materiale di consumo fino ad un max delle spese da 1 a 4
  • Spese generali (15% delle spese di personale)

 

Durata dei progetti

I progetti dovranno essere concentrati su un arco temporale massimo di 6 mesi a partire dalla data di concessione da parte della Regione Emilia-Romagna. Se il proponente sceglie di ricevere il contributo in Regime De Minimis, i progetti potranno essere già avviati e le relative spese sono considerate ammissibili a decorrere dal 1 febbraio 2020. Se il proponente sceglie invece di ricevere il contributo in Regime di esenzione, i progetti dovranno essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda.

 

Come presentare domanda

Possono partecipare al bando piccole, medie e grandi imprese con sede operativa in Emilia Romagna, con un massimo di 3 proposte progettuali. La procedura di selezione e valutazione dei progetti sarà di tipo valutativo a sportello, effettuata secondo l’ordine cronologico di presentazione degli stessi.

 

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